NoCist, per il benessere delle vie urinarie

NoCist, per il benessere delle vie urinarie

Infezioni delle vie urinarie (IVU)

Le infezioni delle basse vie urinarie (IVU) rappresentano un disturbo molto comune. Esse interessano soprattutto le donne adulte, con un’incidenza 50 volte superiore rispetto agli uomini, per la brevità dell’uretra femminile che permette ai batteri di origine intestinale di risalire in vescica, dove si moltiplicano provocando un processo infettivo e manifestazioni di tipo infiammatorio. Alcuni fattori come infezioni vaginali con perdite, igiene intima inadeguata, abiti troppo stretti, detergenti intimi non adatti, herpes genitale, possono favorire la recidiva della cistite.

 

 

Cistite acuta e cistite ricorrente

Le infezioni delle vie urinarie (IVU) sono caratterizzate dalla presenza di batteri nelle urine (batteriuria) in associazione ad una reazione infiammatoria nell’ospite con altri sintomi. Nelle persone adulte i sintomi più frequenti in caso di cistite e infezione urinaria bassa sono caratterizzati da dolore e bruciore intimo alla minzione (disuria). È presente, inoltre, bisogno urgente di urinare di frequente (pollachiuria), associato alla sensazione di non avere svuotato completamente la vescica (tenesmo). In alcuni casi si può osservare un aspetto torbido o un cambiamento dell’odore o del colore delle urine, talvolta associato alla presenza in esse di tracce di sangue (ematuria). Frequente è il senso di dolenzia continua a livello della parte bassa dell’addome con prurito intimo. Si parla di cistite ricorrente quando si presentano almeno 2 episodi nell’arco di 6 mesi oppure 3 o più episodi durante l’anno. L’urocoltura conferma la formulazione della diagnosi di cistite quando sono presenti più di 100.000 batteri per ogni millilitro di urina. L’esecuzione dell’antibiogramma consente di individuare la sensibilità del germe responsabile dell’infezione nei confronti dei diversi antibiotici testati.

 

Tra gli agenti responsabili della cistite viene riconosciuto il ruolo preminente di Escherichia coli, germe di origine intestinale che risale fino in vescica. La fase successiva è caratterizzata dalla moltiplicazione e colonizzazione locale con adesione dei batteri alla parete della vescica, grazie alla presenza di piccole ventose, dette adesine. L’adesività batterica costituisce il meccanismo di interazione tra le strutture proteiche superficiali del batterio (adesine) ed i recettori specifici posti sulle cellule uroteliali che permette al batterio di rimanere adeso all’epitelio, nonostante il lavaggio prodotto dal flusso urinario. Le adesine batteriche sono poste alle estremità di fimbrie o pili che rivestono il corpo batterico. In base alle caratteristiche biochimiche vengono distinti due tipi di tali strutture filiformi che rivestono un ruolo fondamentale nella patogenesi della cistite batterica: fimbrie di tipo P, GAL-GAL sensibili che mediano l’adesione alle cellule uroteliali, mediante legame al galattosio espresso sulla cellula e fimbrie di tipo 1, mannosio sensibili che mediano l’adesione ai mucopolisaccaridi della cellula epiteliale.  

Dopo aver aderito alla parete della vescica, i batteri di Escherichia coli attivano un processo di liberazione di sostanze che richiamano altri batteri con la formazione di colonie organizzate che danno forma al cosiddetto ‘biofilm’. Tali strutture permettono ai batteri di sottrarsi all’azione del sistema immunitario dell’organismo e all’attività dell’antibiotico. La sopravvivenza dei germi in fase latente permetterà, successivamente, la liberazione di batteri da parte di tali colonie, provocando la recidiva. In questa prospettiva un impressionante numero di infezioni batteriche recidivanti vedono come responsabili biofim batterici che assai difficilmente possono essere eradicati dai meccanismi difensivi e dalla terapia antibiotica. 

 

 

Strategia integrata per la prevenzione e la cura

Nella fase acuta la cistite va curata con farmaci sintomatici (antinfiammatori o antispastici) e antibiotici, prescritti dal medico per il minor tempo possibile (sono disponibili i preparati in monodose) sulla base del risultato dell’antibiogramma. Il trattamento mediante medicina naturale va spesso associato alla terapia antibiotica per controllare meglio i sintomi e prevenire la cistite. In presenza di cistite recidivante l’Associazione Europea di Urologia consiglia di utilizzare integratori per la cistite, per evitare l’uso ripetuto di antibiotici, nell’ottica di prevenire la formazione di ceppi resistenti. I rimedi naturali per la cistite disponibili valorizzano, in particolare, le proprietà del mirtillo rosso americano, del mannosio e dell’acetilcisteina. Va comunque consigliato di bere molto, per favorire l’eliminazione della carica batterica.    

 

 

Mirtillo rosso americano (Cranberry)

Le bacche di mirtillo americano (Vaccinium macrocarpon Ait.), arbusto della famiglia delle Ericacee vengono utilizzate per il controllo delle infezioni urinarie ricorrenti. La grande diffusione dei prodotti a base di Cranberry si deve a uno studio ef­fettuato nel 1994 e pubblicato sulla rivista JAMA: in 153 donne anziane afflitte da cistite ricorrente, l’assunzione di 300 g al giorno di succo di mirtillo rosso americano per 6 mesi ha infatti dimostrato efficacia clinica. Grazie alla ricchezza in procianidine (PACs) questo frutto inibisce l’adesione dei bat­teri alle cellule della mucosa di rivestimento delle vie urinarie, favorendo la loro eliminazione con le urine. Provoca inoltre un’aci­dificazione delle urine, creando in tal modo un am­biente sfavorevole per i batteri e in particolare per Escherichia coli, spesso responsabile della cistite. In commercio sono disponibili numerosi pre­parati a base di Cranberry per la prevenzione e il trattamento delle infezioni delle vie urinarie. L’estratto secco deve contenere almeno 36 mg di proantocianidine, misurate con il metodo DMAC (metodo colorimetrico che impiega come reagente la dimetil-amminocinnamaldeide), per assicurare un effetto ottimale sia preventivo sia terapeutico. Le proantocianidine del Cranberry possono avere catene di diversa lunghezza.

 

 

N-acetilcisteina

Si tratta di un derivato dell’aminoacido cisteina, dotato di proprietà favorevoli per l’organismo (mucolitico, antiossidante, epatoprotettore). Recenti studi sperimentali hanno documentato l’efficacia dell’acetilcisteina nel disgregare e ridurre il numero di batteri presenti nel ‘biofilm’ di Escherichia coli.

 

 

D-Mannosio

Il D-mannosio è uno zucchero semplice, scarsamente assorbito a livello inte­stinale, che dopo essere stato assunto per via orale viene in gran parte elimi­nato con le feci e le urine, manifestando un’attività di inibizione delle adesine dei batteri. È indicato nel trattamento delle infezioni recidivanti delle vie urinarie, in as­sociazione con il mirtillo rosso americano (Cranberry). Nella pre­venzione delle infezioni urinarie recidivanti si utilizza per cicli di 20 giorni al mese, secondo necessità.

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