Perdita di memoria e difficotà di concentrazione

DECLINO COGNITIVO

Perdita di memoria e difficotà di concentrazione

LA SEDE DELLA MEMORIA

Le informazioni che giungono alle diverse aree visive, acustiche, tattili, gustative, olfattive del cervello sono tessere di un puzzle che devono essere riunite, ordinate e orchestrate dall’ippocampo, considerato l’arbitro dei ricordi, struttura nervosa necessaria per ricreare la scena totale, integrare le sensazioni e far rivivere i ricordi. Lo stesso ippocampo è l’area del cervello che viene attivata sia per ricordare il passato che per immaginare il futuro. Gli studiosi di neuroscienze considerano l’ippocampo come parte di un sistema mnemonico del lobo cerebrale temporale mediale, responsabile della ‘memoria dichiarativa’, fatta di ricordi che possono essere verbalizzati. Verosimilmente il consolidamento della memoria a lungo termine comporta il trasferimento delle informazioni in altre parti del cervello. Nel morbo di Alzheimer, l’ippocampo è una delle prime strutture nervose ad essere danneggiata.  

 

LA MEMORIA DEBOLE

La diminuzione della memoria assume significato diverso in funzione dell'età dell'uomo. Nel bambino è spesso in relazione al facile affaticamento o a ritardo con lentezza di apprendimento; nel giovane si manifesta nella preparazione agli esami; nell'anziano per un processo di involuzione. Con lo scorrere del tempo, la memoria diventa sempre più simile alla vista, tanto che mentre non si ricordano i nomi di persone, letture e fatti recenti, al contrario persistono sempre più vivi e nitidi episodi, incontri, volti di tempi remoti, allo stesso modo della presbiopia per la quale la lettura da vicino risulta annebbiata, mentre rimangono perfettamente a fuoco le cose lontane. La perdita grave di memoria può essere uno dei segni precoci della demenza.

‘Foggy mind’

Gli anglosassoni hanno introdotto l’espressione ‘foggy mind’ o ‘brain fog’ (mente annebbiata) per indicare un declino cognitivo lieve che può comprendere disorientamento, difficoltà a rimanere concentrati e a prestare attenzione, vuoti di memoria a breve termine, nelle attività della vita quotidiana.

Ansia

La ‘crisi’ d’ansia comporta spesso la compromissione delle funzioni cognitive, con stato di confusione, disturbi della memoria e della concentrazione. Nell’ansia possono essere presenti disturbi sensoriali (offuscamento visivo, ron­zio auricolare, capogiri), irritabilità nervosa con tensione, iperestesia, insonnia e somatizzazione a livello di vari organi.

Demenza senile e Alzheimer

Le forme di demenza più comuni comprendono quella vascolare e la malattia di Alzheimer. Esse sono caratterizzate da un deteriora­mento cognitivo ingravescente, in cui riveste primaria importanza il deficit della memoria. L’esordio è insidioso e subdolo. Nella malattia di Alzheimer si associano sintomi psichici e comportamentali come depressione, stato di agitazione e psicosi con riduzione significativa della capaci­tà di svolgere le attività quotidiane.

 

COGNIS, UN AIUTO PER LA MEMORIA

Potenziare la memoria, migliorare la capacità di apprendimento, cancellare i ricordi traumatici, liberare la mente dai ricordi dolorosi, arginare il declino mentale: ecco alcuni degli obiettivi da ricercare, mettendo in atto misure, strategie e comportamenti che ci possono aiutare a controllare la memoria e migliorare la funzione cognitiva.

Nel formulare la composizione di Cognis, integratore specifico per i cali della memoria, gli esperti del settore scientifico della Specchiasol hanno scelto degli ingredienti collaudati dalla tradizione, ma anche sottoposti alla verifica delle ricerche più recenti. Si consiglia di assumere una o due compresse al mattino, al risveglio, per cicli di 20 giorni al mese, da ripetere secondo necessità.

Bacopa monnieri

Secondo la tradizione della Medicina ayurvedica, la Bacopa, pianta originaria dell’India, ‘apre la porta della piena conoscenza’. Numerose ricerche cliniche hanno confermato l’attività neuroprotettiva ed ansiolitica naturale, preziosa sia nell’ottimizzare concentrazione e memoria nei soggetti giovani, in condizioni di stress che nel prevenire il declino delle attività mentali nell’anziano. L’effetto favorevole sulle funzioni cognitive viene attribuito ad un gruppo di sostanze, definite bacosidi.

Complementi nutrizionali

Molte ricerche confermano il possibile ruolo favorevole preventivo svolto da alcuni complementi nutrizionali per preservare la memoria e le funzioni cognitive.  

Taurina

E’ un aminoacido che viene sintetizzato nell’organismo, a partire da un aminoacido solforato: la cisteina. Svolge la sua attività sui recettori GABA con attività inibente nei confronti dei neuroni eccitatori del cervello. Numerosi studi evidenziano il ruolo protettivo e di miglioramento delle attività mentali da parte della taurina.

Omotaurina

Composto naturale presente in alcune alghe marine rosse (Gratelupia livida, Chondrus ocellatus) che la utilizzano come fonte di azoto per la crescita. Il nome deriva dalla somiglianza con la molecola della taurina, aminoacido abbondante a livello cerebrale. L’uso dell’omotaurina rallenterebbe la diminuzione di volume dell’ippocampo che si nota nella persona anziana e soprattutto nel morbo di Alzheimer, ridurrebbe il deterioramento a livello cognitivo, proteggendo le cellule nervose dal danno conseguente alla produzione di radicali liberi.

Uridina monofosfato

Nota anche come acido 5’-uridilico (UMP), stimola le funzioni neurotrofiche. Con la colina e gli acidi grassi polinsaturi è una delle fonti che permette al cervello la possibilità di sintetizzare i fosfolipidi della membrana cellulare cerebrale (Fosfatidilcolina). Partecipa, inoltre, ad alcuni processi cerebrali incrementando la formazione di acetilcolina, un neurotrasmettitore che a livello cerebrale favorisce lo scambio di informazioni tra neuroni.

Vitamine C, D, E

La vitamina C favorisce le attività mentali e, insieme alla vitamina E, partecipa al meccanismo protettivo antiossidante nei confronti del tessuto nervoso. La vitamina D contribuisce ad assicurare l’assorbimento e l’utilizzo del fosforo a livello dei neuroni. Alcuni studi hanno evidenziato che la diminuzione di vitamina D è associata ad una riduzione delle funzioni cognitive.

26/02/2019
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