Natura Scienza Online N°1 - 2020

Natura Scienza Online N°1 - 2020

Natura Scienza Online N°1 - 2020

È uscito Natura Scienza Online n° 1.

L'intero numero è dedicato alla protezione articolare, e ai dolori articolari, infiammazione, artrosi e artrite.

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LA PROTEZIONE ARTICOLARE

 

Le nostre articolazioni sono strutture dotate di un meccanismo complesso, messo continuamente a dura prova dal movimento incessante. Con il tempo la cartilagine che le riveste va incontro ad un’usura progressiva. Compaiono allora artrite o artrosi, con dolori reumatici e rigidità che si fanno sempre più insistenti con il trascorrere degli anni, interessando via via diverse regioni corporee.

 

IL SISTEMA ARTICOLARE

Il sistema articolare è un insieme di più elementi (capi ossei, cartilagine, membrana sinoviale, tendini, legamenti, muscoli, vasi, nervi) unificati da un’unica funzione: il movimento. Il sistema articolare va pure inteso come l’insieme di tutte le articolazioni del corpo umano, in rapporto reciproco dinamico. Va ricordato che un’articolazione è disposta in una ‘catena funzionale’, per cui per esempio un problema del piede provoca dei disturbi a livello del ginocchio, quindi dell’anca, della colonna lombare e così via…

Le estremità dei capi ossei che si articolano tra di loro sono ricoperti da cartilagine, struttura ricca di fibre collagene elastiche e sostanza intercellulare; povera di cellule, priva di nervi e vasi. Pertanto il suo nutrimento è assicurato dal liquido sinoviale. Viene paragonata ad un ‘ammortizzatore’ per la funzione meccanica o ad una ‘spugna’.

Le nostre articolazioni sono meccanismi complessi, messi a dura prova da un movimento incessante. La cartilagine che le ricopre si usura con il tempo. Compaiono i dolori articolari dovuti ad artrite o artrosi e si fanno sempre più insistenti con il passare degli anni. Bisogna agire prima che essi si manifestino.

 

ARTROSI E ARTRITE

L’elemento essenziale del processo artrosico consiste nell’usura progressiva della cartilagine di rivestimento articolare e il conseguente contatto tra le superfici ossee contrapposte, responsabile dell’infiammazione e della rigidità dolorosa.

Il sintomo principale dell’artrosi è la rigidità ed il dolore articolare a livello della regione interessata. In caso di artrosi la rigidità dolorosa si attenua con il movimento progressivo, mentre nell’artrite il movimento aggrava il dolore.

Il processo infiammatorio può tradursi in gonfiore, arrossamento, aumento del calore a livello articolare. Il movimento scatena o aggrava il dolore e si accompagna, talvolta, a scroscio articolare.

La radiografia standard evidenzia la riduzione dello spazio articolare e la presenza di osteofiti e deformità. TAC e RMN visualizzano le parti molli (cartilagine, tendini, menischi…) e il loro grado di compromissione.

 

ARTROSI DIFFUSA E LOCALIZZATA

Il dolore e la rigidità articolare delle articolazioni interessate dal processo artrosico aggravano con l’immobilità e migliorano con il movimento lento, graduale e progressivo (fenomeno della ‘ruota dentata’).

Le forme più frequenti di localizzazione del processo artrosico sono: artrosi cervicale, artrosi lombare, artrosi del pollice o rizartrosi, artrosi delle anche o coxartrosi, artrosi delle ginocchia o gonartrosi, artrosi del piede.

 

Artrosi cervicale e lombare

L’artrosi cervicale e lombosacrale comporta rigidità dolorosa ricorrente a livello cervicale e lombare con limitazione in rotazione cervicale e flesso-estensione lombare. Spesso si associa protrusione discale e sofferenza del disco.

 

Artrosi del pollice

La rizoartrosi o artrosi del pollice presenta compromissione del movimento del pollice e insorgenza di dolore, più accentuato nel corso del movimento del pollice ma che può comparire anche a riposo. Nella rizoartrosi il dolore è localizzato alla base del pollice ed è evocabile con la palpazione della zona interessata. Il paziente non riesce a unire a pinza il pollice e l’indice, perché la manovra causa dolore. È frequente nel periodo precedente la menopausa e dopo la menopausa. Il sospetto di rizoartrosi è confermato dalla visita ortopedica, dall’EMG e dall’esame radiografico mirato dell’articolazione trapezio-metacarpale.

 

Artrosi dell’anca

Il quadro clinico è caratterizzato soprattutto dal dolore e dalla limitazione articolare. Solitamente il dolore viene riferito all’inguine, in regione glutea, alla coscia e alla faccia mediale del ginocchio. Ogni gonalgia non motivata da un riscontro clinico o radiologico di patologia del ginocchio deve indurre il sospetto di una coxartrosi.

Il dolore compare all’inizio della deambulazione per poi attenuarsi e riprendere dopo un cammino più o meno lungo. È presente una difficoltà ingravescente nel salire sulla bicicletta, scendere dall’automobile, infilare le calze, calzare le scarpe. L’obiettività evidenzia una limitazione nella rotazione, un accorciamento dell’arto interessato con zoppia.

Radiologicamente risulta ridotto lo spazio articolare con deformazione della testa femorale. La prevenzione e il trattamento si basano sulla regolare esecuzione quotidiana di esercizi specifici; terapia fisica; idrokinesiterapia (riabilitazione in acqua) e nuoto; eventuale artroprotesi (sostituzione di entrambi i capi articolari con protesi).

 

Artrosi del ginocchio

L’artrosi di ginocchio o gonartrosi si manifesta sia nell’uomo che nella donna soprattutto se in menopausa con il tipico dolore che compare nello scendere le scale. In alcuni casi si può manifestare con cedimento improvviso dell’articolazione.

 

PREVENZIONE E CURA

Un tempo, la tradizione voleva che si tenesse qualche marrone d’India nelle tasche, d’inverno, per prevenire i reumatismi. In seguito si è scoperto che l’estratto di marroni d’India preserva dall’usura la cartilagine articolare. Oggi è senz’altro preferibile ricorrere a complementi nutrizionali di documentata efficacia.

 

Le possibilità di prevenzione e trattamento dell’artrosi si basano sullo stile di vita (peso forma, attività motoria regolare, alimentazione sana, apporto idrico, postura corretta, riduzione del carico), farmaci sintomatici e di fondo, fitomedicine, trattamento con infiltrazioni (acido ialuronico), fisioterapia, ortesi, riabilitazione, agopuntura.

L’uso della bicicletta e della cyclette per una durata di circa 20 minuti viene consigliata per tutte le condizioni dolorose riferite agli arti inferiori, in quanto il movimento lento e continuo consente di lubrificare le articolazioni, allontanando le sostanze responsabili del dolore e apportando nutrienti alla cartilagine articolare che non sono più stressate dal carico e dal peso.

I FANS (Farmaci antinfiammatori non steroidei) comprendono diverse categorie di principi attivi e sono impiegati nel trattamento dei processi infiammatori dolorosi a livello muscolo-scheletrico. Il loro effetto sull’infiammazione e sul dolore è rapido, ma il loro uso ripetuto comporta il rischio di fenomeni collaterali.

Nelle forme più severe di artrosi può essere necessario l’approccio chirurgico per sostituire l’articolazione danneggiata con una artificiale (artroplastica, protesi, artroprotesi…).

Alcuni complementi nutrizionali svolgono un’azione protettiva nei confronti delle articolazioni, manifestando un effetto antinfiammatorio e condroprotettivo nei confronti della cartilagine articolare, documentato dalla ricerca. Qui di seguito vengono ricordati i componenti di Leni Collagene con le loro caratteristiche principali (palmitoiletanolamide o PEA, collagene nativo idrolizzato, collagene non denaturato tipo II o UC-II, vitamina C e manganese).

 

Palmitoiletanolamide (PEA)

È l’ammide di un acido grasso endogeno. Rappresenta una risposta naturale del nostro organismo a processi patologici associati all’infiammazione conseguente all’inibizione dei mastociti. La somministrazione di PEA ha un ruolo chiave nel favorire la risoluzione dell’infiammazione con riduzione del dolore.

 

Collagene nativo idrolizzato

Il collagene è una sequenza di aminoacidi (Glicina, Prolina, Idrossiprolina) a forma di triplice elica, compatta e resistente al carico. I peptidi a basso peso molecolare, ottenuti dall’idrolisi del collagene, stimolano la rigenerazione della cartilagine, stimolando la sintesi di collagene, glicosaminoglicani e acido ialuronico, riducendo l’infiammazione ed il dolore.

 

UC-II collagene non denaturato tipo II

Si tratta di un ingrediente funzionale contenente un collagene di tipo II glicosilato, non denaturato che contribuisce alla rigenerazione della cartilagine, riducendo infiammazione e dolore. In particolare il collagene riduce la rigidità dolorosa dell’articolazione del ginocchio in caso di gonartrosi.

 

Vitamina C

La produzione endogena del collagene dipende anche dall’attività della Vitamina C. L’acido ascorbico costituisce il coenzima dell’enzima che addiziona gruppi idrossilici alla lisina e alla prolina del collagene, permettendo la stabilizzazione della tripla elica del collagene, tramite legami a ponte idrogeno fra le catene corrispondenti.  La Vitamina C rinforza i tessuti di sostegno, partecipa alla formazione e rigenerazione del tessuto connettivale, assicura la compattezza della struttura del collagene. Il fabbisogno ottimale o ROI della Vitamina C si ottiene moltiplicando per 3 il valore RDA.

 

Manganese

Il Manganese contribuisce alla formazione dei tessuti connettivi ed alla protezione delle cellule nei confronti dello stress ossidativo. È il principale cofattore delle glicosiltransferasi e xilosiltransferasi, enzimi importanti per la sintesi di proteoglicani e glicosamminoglicani.

 

 

 

 

DOLORI ARTICOLARI, INFIAMMAZIONE, ARTROSI ED ARTRITE

L’Osteoartrosi (OA) è una patologia a carattere cronico-degenerativo, può interessare tutte le sedi articolari, tuttavia con maggiore frequenza si presenta a carico delle ginocchia, delle anche, della colonna cervicale, lombare e delle mani.

 

Il sintomo principale è il dolore accompagnato da una ridotta funzionalità delle articolazioni coinvolte.

In natura esistono alcune principi funzionali che in sinergia possono risultare molto utili per ripristinare la mobilità articolare, controllare gli stati infiammatori, le situazioni dolorose e soprattutto per favorire protezione e funzionalità delle articolazioni

- Peptidi Biofunzionali da Collagene a basso peso molecolare

-  Uc II

- Palmitoiletanolammide (Pea)

- Vitamina C

- Manganese

Circa un quarto di tutte le proteine nel nostro corpo è rappresentata da collagene. Il collagene è la più importante proteina strutturale e forma cavi molecolari che rinforzano i tendini e fogli grandi ed elastici che sostengono la pelle e gli organi interni. Le ossa e i denti sono fatti aggiungendo cristalli minerali al collagene. Il collagene dà una struttura al nostro corpo, proteggendo e sostenendo i tessuti più molli e connettendoli con lo scheletro.

Tripla elica
Il collagene è composto di tre catene, avvolte insieme in una tripla elica compatta. La figura mostra solamente un piccolo segmento della molecola intera, mentre ogni catena è lunga più di 1400 amminoacidi. Questa struttura resistente è formata prevalentemente da una sequenza ripetuta di tre soli amminoacidi: (Glicina, Prolina ed idrossiprolina).

La molecola del collagene è lunga e morfologicamente complessa e per questo motivo, se assunta per via orale, viene assorbita in minima parte.

 

Funzioni del Collagene

Rinforzo della matrice extracellulare

Sintesi del nuovo collagene

Inattivazione delle metalloproteasi

Riduzione dell’infiammazione

Sollievo dal dolore

L’idrolisi del collagene dà luogo a frazioni più piccole, detti peptidi da collagene, più sono piccoli questi peptidi e migliore sarà l’assorbimento a livello intestinale degli stessi e quindi maggiore sarà l’efficacia. La dimensione dei peptidi, direttamente proporzionale al proprio peso, si misura in Dalton. Per essere efficaci i peptidi derivati dal collagene devono avere un peso molecolare inferiore ai 3000 Dalton.

Studi scientifici recenti hanno però dimostrato che i peptidi biofunzionali a basso peso molecolare da collagene idrolizzato, come quelli contenuti in Lenicollagene, stimolano la rigenerazione dei tessuti cartilaginei, aumentando non solo la sintesi di collagene, ma anche di componenti minori (glicosaminoglicani e acido ialuronico).

 

UC-II: collagene non denaturato di tipo II

UC-II: UC-II è un ingrediente funzionale naturale che contiene un collagene di tipo II glicosilato, non denaturato.

A differenza di quanto avviene con il collagene idrolizzato per il quale la dose efficace è di almeno 3 grammi, per quanto riguarda UC-II sono sufficienti piccole dosi (40 mg) per modulare l’efficienza delle articolazioni sia nelle osteoartriti che nelle forme di artrite reumatoide.

È stato dimostrato dagli studi di Tong et al.che l'ingestione di quantità di microgrammi di UCII (collagene di tipo II non denaturato) riduce significativamente i livelli circolanti di citochine infiammatorie, contribuendo a ridurre sia l'incidenza che la gravità dell'artrite.

Grazie a questi risultati, oltre alla nostra attuale comprensione del ruolo di varie citochine nella normale fisiologia articolare, è dimostrato che l'integrazione con UC-II contribuisce ad alleviare il disagio articolare e ripristinare la funzionalità articolare.

Lo scopo di questo studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo è stato quello di valutare l'impatto dell'UC-II sulla funzione del ginocchio in soggetti altrimenti sani senza precedenti di patologie artritiche che hanno manifestato dolore al ginocchio in seguito a uno sforzo fisico intenso. La variabile di efficacia primaria per la valutazione della funzione del ginocchio includeva misurazioni della flessibilità utilizzando la goniometria del range di movimento (ROM).

In questo studio multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo l’efficacia del collagene non denaturato di tipo II (UCII) è stata comparata all’efficacia dell’associazione Glucosamina + Condroitin solfato.

Statistically Significantly Better than Glucosamine Plus Chondroitin as measured by WOMAC Lugo JP, et al. Efficacy and tolerability of an undenatured type II collagen supplement in modulating knee osteoarthritis symptoms: a multicenter randomized, double-blind, placebo-controlled study. Nutr J. 2016;15:14.

Lugo JP, et al. Efficacy and tolerability of an undenatured type ll collagen supplement in modulating knee osteoarthritis symptoms: a multicenter randomized, double-blind, placebo-controlled study. Nutr J. 2016;15:14.

Crowley DC, et al. Safety and efficacy of undenatured type ll collagen in the treatment of osteoarthritis of the knee: a clinical trial. Int J Med Sci. 2009; 6:312-321.

Bagi C.M. Osteoarthritis - Opportunities for nonsurgical therapies. Presented at 8th International Conference of Orthopedic Surgeons and Rheumatology, March 22-23, 2017 Rome, Italy.

 

PEA

PEA è un cosiddetto autacoide; ‘auta’= auto e ‘coid’ che sta per guarigione. Si tratta quindi di una molecola antinfiammatoria endogena per l’autoguarigione.

La palmitoiletanolamide (PEA), ammide dell’acido palmitico con l’etanolammina, è una molecola presente in molti alimenti della dieta comune come uova, soia, pomodori, piselli, arachidi etc.. È anche prodotta da molte cellule dell’organismo dei mammiferi ed è particolarmente abbondante nei tessuti cerebrali. La biosintesi della PEA avviene a partire da precursori fosfolipidici presenti nella membrana plasmatica. Fa parte dei mediatori lipidici responsabili della risoluzione dell’infiammazione, reazione attiva e coordinata che si esplica già nelle prime ore dopo l’inizio della risposta infiammatoria:

PEA (palmitoiletanolamide) rappresenta quindi una risposta naturale del nostro organismo a processi patologici associati a neuro infiammazioni, infiammazioni croniche e dolore.

Gli effetti di supporto alla salute di PEA sono descritti in oltre 500 pubblicazioni scientifiche.

Ruolo della PEA esogena La somiglianza chimica della PEA con l’endocannabinoide anandamide (Devane et al 1992) e le evidenze sulle interazioni tra PEA e il sistema degli endocannabinoidi (Jonsson et al 2001; Petrosino et al 2010; Skaper e Di Marzo 2012) hanno stimolato la realizzazione di una serie di studi farmacologici i cui risultati hanno confermato l’efficacia della PEA nella promozione dei processi di risoluzione dell’infiammazione nelle condizioni sperimentali caratterizzate da un elevato coinvolgimento delle cellule mastocitarie (Mazzari et al 1996). Crescenti evidenze indicano infatti come la somministrazione esogena della PEA abbia un ruolo chiave nel promuovere i processi di risoluzione dell’infiammazione, con conseguente riduzione del dolore.

 

Vitamina C

È il 1497, l’epoca delle grandi scoperte geografiche e dei lunghi viaggi oceanici, quando l’esploratore portoghese Vasco da Gama doppia il Capo di Buona Speranza. In quel viaggio circa un centinaio dei suoi 160 uomini muore per una malattia debilitante.

Nel 1747 James Lind, medico della nave scozzese Salisbury dimostrò come poter curare lo scorbuto, tramite la somministrazione del succo di arance e limoni.

Le condizioni che impediscono l’idrossilazione della prolina, uno degli aminoacidi preponderanti nella struttura del collagene insieme a Lisina ed Idrossiprolina, provocano lo scorbuto, malattia caratterizzata da gengive infiammate e perdita dei denti, difficoltosa guarigione delle ferite, ossa fragili e indebolimento della parete dei vasi sanguigni, con conseguenti emorragie interne. L’acido ascorbico (Vitamina C) rappresenta il coenzima dell’enzima che addiziona gruppi idrossilici alla lisina e alla prolina del collagene nel lume del reticolo endoplasmatico permettendo la stabilizzazione della tripla elica del collagene tramite legami a ponte idrogeno fra le catene corrispondenti.

 

Manganese

Il Manganese è il principale cofattore metallico delle glicosiltransferasi e xilosil-trasferasi, enzimi importanti per la biosintesi di proteoglicani e glicosamminoglicani (GAG), essenziali per la salute di ossa e tessuti connettivi come le cartilagini.

 Il Manganese contribuisce alla normale formazione di tessuti connettivi e alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

20/01/2020
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