Osteoporosi

Osteoporosi Specchiasol

Osteoporosi

Si tratta di una condizione patologica caratterizzata da una progressiva riduzione della massa ossea associata a deterioramento del­la microarchitettura del tessuto osseo, con aumento della fragilità scheletrica e del rischio di frattura. È una patologia subdola e il suo riconoscimento spesso coincide proprio con il verificarsi di una frattura, più probabile a livello di polso, femore e soprattutto dei corpi vertebra­li. Può manifestarsi con dolore e rigidità lombare, progressivo incurvamento del dorso e riduzione di statura. Il dolore interessa la regione lombare e il bacino, aumenta stando in piedi o seduti, cam­minando o con il movimento, mentre si calma con il riposo. Dopo i 45 anni la maggior parte delle fratture è causata dall’osteoporosi e si verifica nelle donne con una frequenza 7 volte maggiore ri­spetto all’uomo. I motivi che spiegano la maggiore incidenza dell’osteoporosi nel sesso femminile sono essenzialmente tre. Il primo è conseguente al fatto che la donna ha una massa ossea minore rispetto all’uomo. In secondo luogo la donna dopo la menopausa perde tessuto osseo più velocemente ed in quantità maggiore per la ridotta produzione di estrogeni che proteggono l’osso dal riassorbimento. Da ultimo, la maggiore longevità femminile comporta una perdita minerale più prolungata nel tempo. In definitiva oltre l’80% dei soggetti con osteoporosi appartiene al sesso femminile. Si stima che dopo la menopausa il patrimonio osseo si riduca ogni anno nell'ordine dell'1-3%, anche se esistono considerevoli variazioni individuali.

 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito che misurando la densità ossea mediante la mineralometria ossea computerizzata (MOC) è possibile definire la condizione di normalità, di osteopenia, caratterizzata da un’iniziale riduzione della densità ossea o di osteoporosi vera e propria. Quando i valori di densità ossea (o BMD) scendono al di sotto di 1,5 deviazioni standard rispetto al contenuto osseo di un soggetto dello stesso sesso e di 30 anni, si è in presenza di osteopenia, mentre quando si è al di sotto di 2,5 deviazioni standard viene fatta la diagnosi di osteoporosi. La tecnica radiologica che consente di misurare il patrimonio minerale scheletrico viene definita Mineralometria Ossea Computerizzata (MOC). L’applicazione più frequente della MOC a raggi X riguarda la colonna lombare e l’anca. Il rachide dorso-lombare e la porzione prossimale del femore costituiscono, infatti, le sedi critiche di fratture osteoporotiche. La MOC a raggi X oltre ad individuare le osteopenie in atto, consente di riconoscere i soggetti a rischio che presentano una veloce perdita di massa ossea. Questa metodica permette di seguire, con misurazioni successive, l’evoluzione della densità vertebrale soprattutto nei primi anni della menopausa, quando il patrimonio osseo non è stato ancora compromesso in maniera pericolosa. Consente inoltre di stabilire l’opportunità di un trattamento preventivo. Ugualmente interessante è la possibilità di verificare in tempi ragionevoli di 6-12 mesi l’effetto del trattamento farmacologico consigliato, per modificare tempestivamente una cura inefficace o per motivare il paziente ad aderire alla prescrizione terapeutica.

 

Gli esami di laboratorio utili nella valutazione dell'osteoporosi comprendono calcio e fosforo del sangue e dell'urina, dosaggio del paratormone e della vitamina D, fosfatasi alcalina ossea, proteine totali. Esistono inoltre indagini più approfondite per misurare l'entità del riassorbimento del tessuto osseo (idrossiprolina, telopeptidi del collagenoe contraddistinti dalle sigle Ntx e Ctx) e della formazione (fosfatasi alcalina, osteocalcina), per stabilire la condizione ormonale (FSH, estrogeni e ormoni tiroidei).

20/11/2013
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