Gambe da sirena

Come curare le varici

Gambe da sirena

‘Avere delle gambe da sirena’: ecco un’espressione apparentemente assurda che offre un’immagine suggestiva per indicare la leggerezza e la naturalezza del movimento in acqua di questa creatura mitologica, per metà donna e per metà pesce, contrapposta alla pesantezza ed all’affaticamento che caratterizzano le gambe con varici. Nell’imminenza della calda stagione estiva in cui i sintomi dell’insufficienza venosa tendono a manifestarsi o ad accentuarsi, è opportuno considerare l’origine e la natura di tali disturbi, proponendo le piante utili per rinforzare la parete venosa, dare sollievo alle manifestazioni di tale patologia e le misure da adottare per correggere i comportamenti a rischio.   

Le origini dell’insufficienza venosa

Il sangue circola nel nostro corpo in una rete di vasi lunga circa 100.000 km. Nessun problema per scendere nelle parti inferiori del corpo, ma per risalire dalla periferia verso il cuore, il sangue deve lottare contro la forza di gravità. Questo lavoro comporta spesso il ristagno di liquidi nei vasi venosi e linfatici dove si possono anche manifestare dei fenomeni infiammatori. I sintomi di affaticamento doloroso e pesantezza agli arti inferiori sono aggravati dalla stazione eretta, verso la fine della giornata e con il calore.

L’organizzazione generale della circolazione periferica venosa appare come un lento e progressivo adattamento nella conquista della stazione eretta da parte dell’uomo. Il ritorno del sangue venoso dalla periferia verso il cuore deve avvenire per la massima parte contro la forza di gravità. Le pareti venose appaiono dunque particolarmente vulnerabili e tendono con facilità a manifestare dilatazioni e cedimenti, soprattutto quando la parete vascolare venosa si presenta povera di fibre elastiche. Quindi, l’insufficienza venosa si manifesta come il risultato della tendenza costituzionale familiare alla dilatazione venosa ed il fattore acquisito della continua lotta contro la gravità per assicurare il ritorno del sangue venoso al cuore.

Tuttavia, la malattia venosa, antica quanto l’umanità, conosce un incremento preoccupante negli ultimi anni. Lo stile di vita moderno, caratterizzato da aumento della sedentarietà, posture lavorative prolungate e obbligate, stazione eretta mantenuta a lungo, uso di mezzi di trasporto anche per brevi percorsi, insufficienza dell’esercizio fisico, alimentazione troppo ricca o squilibrata in rapporto ai bisogni dell’organismo, comporta un aggravamento dei disturbi circolatori, sia arteriosi che venosi.

Le vene varicose

L’affezione circolatoria periferica di gran lunga più frequente è rappresentata dalle varici. Si tratta di vene superficiali dilatate e tortuose con incontinenza valvolare. Il più interessato è il sistema venoso della grande e piccola safena. Si associano sensazione di pesantezza, gambe gonfie e dolenti, crampi ai polpacci, formicolio o prurito alle gambe, presenza di edemi, alterazioni cutanee sulle gambe, comparsa di capillari visibili (teleangectasie), comparsa di vene varicose (varici, emorroidi), comparsa di ulcerazioni. I sintomi sono aggravati dalla stazione eretta, verso la fine della giornata e con il calore. L’insufficienza venosa degli arti inferiori ha una base costituzionale familiare e predilige il sesso femminile. In presenza di varici sintomatiche e nel sospetto di una tromboflebite (edema doloroso di un arto) è indicata una valutazione specialistica flebologica.

Le piante amiche delle vene

Per controllare i disturbi dell’insufficienza venosa in fitoterapia si può ricorrere a preparati sia per uso topico, a base di flebotonici ad attività diretta, come ippocastano (Aesculus hippocastanum), rusco (Ruscus aculeatus) e amamelide (Hamamelis virginiana) che per via orale con azione sulla matrice connettivale (Centella asiatica), sul drenaggio venoso e linfatico (Melilotus officinalis), sul processo infiammatorio (rutina). Il trattamento va eseguito a cicli, soprattutto nella stagione calda.

La Centella per stimolare il collagene

Pianta della famiglia delle Ombellifere, nota come ‘ombelico di Venere’. Il nome cinese fo-ti-tieng significa ‘elisir di lunga vita’. I taoisti ne raccomandano l’uso concomitante con il ginseng. Nella medicina ayurvedica è ritenuta l’equivalente indiano del ginseng. Nello Sri Lanka le foglie fresche di centella sono considerate un alimento in grado di assicurare salute e longevità. In fitoterapia si utilizza la pianta fresca intera per la proprietà benefica sulla pelle, flebotonica e sedativa. Recenti ricerche hanno consentito di isolare principi attivi, appartenenti ala famiglia dei saponosidi (asiaticoside),capaci di stimolare la produzione di fibre collagene del connettivo sottocutaneo, rinforzando la parete venosa. 

Il Meliloto per migliorare la circolazione di ritorno

Il meliloto è una pianta della famiglia delle Fabaceae, di cui si utilizzano le sommità fiorite. E’ uno dei costituenti principali attivi dei ‘bagni di fieno’ con effetti favorevoli nel trattamento dei processi dolorosi osteoarticolari e della ritenzione idrica. Il meliloto contiene derivati fenolici (acido caffeico, acido salicilico). Agisce con meccanismo protettivo sul microcircolo, facilita la circolazione e il drenaggio linfatico, favorisce il ritorno venoso. Ha proprietà diuretiche. Svolge inoltre un’attività di normalizzazione del sistema nervoso vegetativo.

L’ippocastano per rinforzare i vasi

L’ippocastano o castagno d’India è un albero appartenente alla famiglia delle Ippocastanacee. E’ stato introdotto in Europa dalla Turchia nel XVI secolo e valorizzato soprattutto dal medico senese Mattioli nei suoi Commentari del 1586  come flebotonico e astringente, capace cioè di indurre un aumento del tono della parete vascolare venosa.

Il picnogenolo per spegnere l’infiammazione

Il picnogenolo è un concentrato di polifenoli, sostanze dotate di attività antiossidante ed antinfiammatoria, ottenuto dal pino marittimo francese (Pinus pinaster), utilizzato sia per favorire il flusso sanguigno mediante proprietà antiaggreganti piastriniche che per controllare pesantezza e dolore derivanti dal processo infiammatorio conseguente alla stasi venosa.

I nostri consigli 

Vengono suggeriti dieci semplici suggerimenti utili nella prevenzione e nella cura delle varici.

1. Evitare la stazione eretta prolungata.

2. Evitare l’esposizione a fonti di calore e l’assunzione di alcolici.

3. Eseguire movimento regolare (passeggiate, cyclette) e praticare attività sportiva (passeggiate, cyclette, nuoto).

4. Utilizzare calzature adeguate.

5. Ridurre il sovrappeso e curare ogni forma di stitichezza.

6. Evitare indumenti stretti e le costrizioni. 

7. Ricorrere al trattamento contenitivo con calze elastiche. 

8. Riposare con i piedi del letto leggermente sollevati.

9. Ricorrere all’idroterapia (frizioni, getto d’acqua fredda, ginnastica vascolare, passeggiate in riva al mare).

10. Assumere piante medicinali adatte (ippocastano, amamelide, pungitopo, meliloto).

 

Bruno Brigo, medico, specializzazione in Medicina Interna e Riabilitazione, autore di numerosi testi di Medicina integrata. 

17/07/2013
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