Tesoro di radice

Zenzero

Tesoro di radice

Di Bruno Brigo*, da Pillole n°54.

 

In una lettera indirizzata a Pellegrino Artusi, autore del capolavoro “La scienza in cucina e l’arte di mangiare bene”, il poeta Lorenzo Stecchetti considera la parabola discendente descritta della fama dello stomaco, dall’antichità ai tempi moderni. ‘Al tempo di Menenio Agrippa dominava lo stomaco, ora non serve nemmeno più, o almeno serve male.’

La supremazia dell’organo della digestione era riconosciuta dagli antichi, tanto che essi consideravano lo stomaco come ‘il re dei visceri’. In tempi recenti, tuttavia, la funzione digestiva dello stomaco è vittima di un forte discredito e di ingiustificata noncuranza.

I ritmi frenetici, il consumo di cibi raffinati, le emozioni negative, lo stato di stress continuo, hanno relegato lo stomaco ad un viscere di importanza minore, ma ne hanno fatto emergere anche la particolare vulnerabilità e debolezza.

Si calcola, infatti, che il 25% degli adulti nei Paesi occidentali si rivolga al medico per problemi digestivi. La riscoperta del ruolo centrale della digestione con l’adozione di comportamenti adeguati e la valorizzazione di preparati naturali e, in particolare, dello Zenzero, possono favorire la soluzione ai numerosi disturbi e malattie che derivano dal malfunzionamento dei complessi meccanismi della digestione.

 

Le difficoltà digestive

Dispepsia’ (dal greco dis, difficile, e pepsis, digestione) è il termine generico che si riferisce a numerosi sintomi dovuti ad alterazione del processo digestivo (nausea, digestione lenta, pirosi, peso epigastrico, sonnolenza postprandiale, eruttazioni, meteorismo, alitosi). In generale si distingue la dispepsia ipostenica (digestione lenta, peso epigastrico, sonnolenza post-prandiale) e la dispepsia iperstenica (bruciori, crampi dolorosi). Le cause più comuni delle difficoltà digestive sono lo stress eccessivo, i pasti consumati troppo in fretta e la scarsa masticazione dei cibi. Numerose sono le condizioni caratterizzate da difficoltà digestive.

L’indigestione si manifesta con un insieme di disturbi digestivi (nausea, dolore addominale, bruciore gastrico) dopo aver consumato cibo in quantità eccessive o troppo rapidamente oppure dopo un pasto piccante o a base di grassi. L’uso di farmaci e in particolare degli antinfiammatori provoca un danno della mucosa gastrica che si manifesta con dolore epigastrico intenso e continuo. Nella calcolosi biliare i pasti grassi e pesanti possono provocare nausea, eruttazioni e coliche. L’ernia iatale è la risalita intermittente o stabile di una porzione dello stomaco nel torace, per incontinenza del cardias. Si manifesta con dispepsia e rigurgiti postprandiali, soprattutto quando il paziente si corica.

La gastrite può provocare bruciore doloroso, non ritmato dai pasti e dovuto a un eccesso di succhi gastrici, calmato da certi alimenti (latte). L’infezione da Helicobacter pylori può causare dolore perché danneggia il rivestimento mucoso di stomaco e duodeno. Viene diagnosticata con il test del respiro. Il reflusso gastroesofageo è una delle cause più comuni di bruciore retrosternale persistente o recidivante.

 

Le proprietà dello Zenzero

Tra le numerose piante officinali utilizzate in fitoterapia per favorire il processo digestivo, assume particolare interesse lo Zenzero. La radice di questa pianta, originaria dell’Estremo Oriente, ci restituisce parte del calore assimilato sotto forma di olio essenziale, contribuendo a stimolare lo stomaco debole o affaticato, contrastando le difficoltà digestive, le diverse forme di atonia dello stomaco e il meteorismo.

La naturalista e religiosa tedesca Ildegarda di Bingen (1098-1179) osserva ‘Lo zenzero è completamente caldo e diffonde con facilità. Bisogna prendere lo zenzero quando si ha lo stomaco pesante o in caso di stitichezza’.

La materia prima è costituita dal rizoma che contiene importanti principi attivi denominati gingeroli e shagaoli, responsabili del sapore pungente, dell’azione epatoprotettiva, colagoga (aumenta la secrezione di bile) e antireumatica. In particolare tali sostanze svolgono un’attività antinfiammatoria capace di inibire le sostanze che alimentano i processi infiammatori nelle articolazioni.

Il consumo regolare di zenzero fresco riduce i livelli di colesterolo nel sangue, protegge dallo stress ossidativo conseguente alla produzione di radicali liberi.

Un ulteriore effetto benefico derivante dallo Zenzero consiste nella facilitazione del flusso di sali biliari. Contribuisce a migliorare la circolazione e fluidificare il sangue, attenua e risolve il dolore riferito a livello gastrico, riduce la sintomatologia dolorosa a livello della testa.

Si può usare lo Zenzero fresco da tagliare a fettine o da grattugiare, per accompagnare le zuppe o le insalate di verdura oppure come estratto secco, disponibile in capsule.

Lo Zenzero viene spesso citato, anche, come pianta fondamentale nell’impotenza.

In effetti stimolando il microcircolo sanguigno, favorisce il turgore del pene nel corso dell’erezione. Questo spiegherebbe perché, secondo la tradizione araba, si afferma che lo Zenzero ‘eccita e porta al coito’. Lo Zenzero aumenta il desiderio sessuale sia nell’uomo che nella donna.

 

Le indicazioni dello Zenzero

In breve, lo Zenzero è un ottimo adattogeno, digestivo, tonico del cuore, potente antinfiammatorio e antiossidante, tonico cerebrale e sessuale.

Le principali indicazioni comprendono: cefalea preceduta o accompagnata da disturbi digestivi, nausea, reflusso gastroesofageo, meteorismo, stipsi, dolore articolare, mal di testa, impotenza sessuale.

Lo Zenzero esercita essenzialmente un’azione procinetica su stomaco e intestino, per cui è indicato in tutti i disturbi conseguenti al difetto di progressione del cibo nell’apparatogastro-intestinale.

 

 

* medico, specializzazione in Medicina Interna e Riabilitazione, autore di numerosi testi di Medicina integrata.

15/01/2019
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